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2008-09-09 A ruota libera con una penna tra le dita...Avete mai provato a scrivere qualcosa per libera associazione? Io l'ho fatto! Successe il 30 Gennaio 1973, a quel tempo avevo 23 anni. Un giorno mi venne l'idea di scrivere parole di getto, cioè senza pensare a quel che scrivevo e senza seguire alcuna logica di ragionamento. Una sorta di esperimento "poetico".. così, tanto per vedere cosa poteva uscire dalla mia libera testolina nel giro di pochi minuti con una penna in mano. Da allora sono passati 35 annni e ieri mi è capitato di ritrovare quello strano scritto. A leggerlo adesso devo ammettere che forse c'era da preoccuparsi.. Considerato che nei miei successivi anni di vita non mi è accaduto (fino ad oggi) niente di grave dal punto di vista "mentale" evidentemente, quella volta, è stato per me come aprire una valvola di "spurgo"... Insomma, meglio aver preso la penna che il fucile! Ve lo ripropongo integralmente, con non poco rossore in viso...
Reazione
Rispolverare le idee e rinchiudersi in un manicomio per ricevere schegge di ferro e affogarsi giù per le valli quando il lunatico assembramento di spettri scende a capofitto sul ghiaccio per spaccarti le membra ottuse
Alberi di gelo sopraffino sulle tue ciglia assaporano i raggi cosmici del vento solare e precipitano nell’iride avvilita da luci evanescenti a da concetti astrusi
Sciogli i tuoi nodi e sentenzia il verde giudizio della tua mente che palpita tra le mani dell’infanzia e gradisci il secolo d’oro che si scaglia violente sull’argilla del tuo futuro
Gente accomunata da sacchi di specchi rotti e scapestrata a raccogliere secchi di vernice per dipingere la vita e farsi dipinger gli occhi
Correte verso i mari infiniti del potere scacciando agnelli teneri e timorosi e succhiando sangue al bianco splendore della bontà!
Presto verrete inghiottiti dal vento gelido e pazzo delle tenebre e più angoscioso sarà il verso del gufo quando dormirete all’inferno tra pezzi di carne cotta a fuoco lento
Comunque qualche significato riesco a "leggerlo", nonostante tutto... Adesso però abbiate pietà di me... smettetela di ridere!!! 2007-05-09 Anonima e bellissima lettera scovata in rete: riflessi poetici di un'anima allo specchio...Ciao Uomo con le ali. Ti scrivo affidando le parole al vento, perché sei Uno e Centomila, in nessun luogo e dappertutto. Ho ascoltato il battito delle tue ali, sentendone i richiami pulsare nel vento, ed ho avuto paura. Poi ho ricordato l’antico sogno d’Amore che profondo gemeva nel ventre, e allora mi sono alzata in volo. Ho imparato a volare. Ho eretto la mia forza, ho disteso le mie ali, ho imparato a modulare la dolcezza del femminile, con l’autorità e la pienezza del maschile, e le ho usate per volare con forza e passione, a volteggiare splendida e leggera nel vento. Ho imparato a difendermi, a ruggire dal profondo, a far tremare i cieli e a scuotere la terra quando il mondo mi stringe addosso, a cantare nel vento il mio desiderio di essere Me Stessa, a gridarlo dai dirupi, dall’altezza del cielo al fondo dell’inferno. Ho imparato che posso e voglio mostrare ciò che sono. Ho usato le mie ali per cullarmi, per proteggermi, per sentirmi amata dentro me stessa, per ritrovare la mia forza quando veniva a mancare…..quante e quante volte. Ho ascoltato le pieghe del mio cuore e in quel canto ho avuto fede di trovare la strada e in quella strada ho trovato il mio cuore e nel cuore del mio cuore ho trovato la vita. Ho imparato che sono Una e Centomila. Ho imparato a prendermi la responsabilità di me stessa, e lasciare che tu ti prenda la tua. Ho imparato ad amarmi nella mia sacra imperfezione e ad amare te sacro e imperfetto. Ho imparato a rispettare me stessa ascoltando il suono che permea ogni singola cellula universale e così ora rispetto te, dovunque tu sia, comunque tu sia…così. Ho attraversato la metà del cielo dentro e fuori di me per venire ad incontrarti. Ora ti vedo, ti seguo con lo sguardo nel tuo mondo silenzioso e misterioso... ti guardo e la linea delle tue spalle mi commuove, ti sento solo e affaticato da quei pesi che il mondo sembra aver posato su di te, di quei doveri , di quelle aspettative che ti soffocano dentro e fuori e di cui non sai capire se ti vengono buttate addosso o sei tu a non sapertele scrollare. E non sai capire cosa devi fare cosa davvero sei e cosa puoi. Io da lontano ti guardo e dentro di me sento che tu sei, che tu puoi essere te stesso, e prego che un giorno non lontano tu sappia abbandonarti a quel pianto dolce e antico, che gelato nel petto a volte ti strazia. Pianto che diventa ogni giorno più ruggente, più impotente, pianto che chiede di essere riconosciuto, amato , onorato, sfogato. Lacrime negate, che tu possa, sciogliendoti in quella pozza di femminile amore che aspetta nel fondo del tuo ventre, ritrovare te stesso. E mi strazio alle volte e ti strazio per cose che non so e che fanno parte della natura umana. Eppure alle volte mi basta starti vicino, carezzarti i segni del viso, le labbra, allungare un tocco fino alle orecchie ed essere grata, semplicemente grata della tenerezza che mi concedi e che mi doni. E non ho parole per dirti quanto il Niente è Tutto. Ed ora capisco che non c’è dono più grande del dono di noi stessi, silenzioso e prezioso, espresso in gesti senza fine e sguardi senza parole… ti amo, ti adoro e ti ringrazio dell’immenso che attraverso di te ricevo in me.
2007-03-19 Il poeta della beat generation che cantava la civiltà americana... da "Urlo" di Allen Ginsberg - parte II -
Quale sfinge di cemento e alluminio gli ha sfracellato il cranio e' gli ha divorato il cervello e l'immaginazione?
Moloch! Solitudine! Lerciume! Schifezza! Spazzatura e dollari inafferrabili! Bambini che strillano nei sottoscala! Ragazzi che singhiozzano negli eserciti! Vecchi che piangono nei parchi! Moloch! Moloch! Incubo di Moloch! Moloch spietato! Moloch mentale! Moloch duro giudice di uomini! Moloch prigione incomprensibile! Moloch galera teschio di morte senz'anima e Congresso di dolori! Moloch i cui edifici sono sentenze! Moloch vasta pietra di guerra! Moloch governi stupefatti! Moloch la cui mente è puro macchinario! Moloch il cui sangue è denaro che scorre! Moloch le cui dita sono dieci eserciti! Moloch il cui petto e una dinamo cannibale! Moloch il cui orecchio è una tomba fumante! Moloch i cui occhi sono mille finestre cieche! Moloch i cui grattacieli sorgono in lunghe strade come Jehovah senza fine! Moloch le cui fabbriche sognano e gracchiano nella nebbia! Moloch le cui ciminiere e antenne incoronano le città! Moloch il cui amore è petrolio e pietra senza fine! Moloch la cui anima è elettricità e banche! Moloch la cui povertà è lo spettro del genio! Moloch la cui sorte è una nube di idrogeno asessuale! Moloch il cui nome è la Mente!
Moloch in cui mi siedo solo! Moloch in cui sogno Angeli! Pazzo in Moloch! Rotto in culo in Moloch! Senza amore e castrato in Moloch! Moloch che mi è entrato presto nell'anima! Moloch in cui sono una coscienza senza corpo! Moloch che mi ha fatto uscire spaventato dalla mia estasi naturale! Moloch che io abbandono! Svegliatevi in Moloch! Luce che cade dal cielo!
Moloch! Moloch! Appartamenti robot! sobborghi invisibili! tesori di scheletri! capitali cieche! industrie diaboliche! nazioni spettrali! manicomi invincibili! cazzi di granito! bombe mostruose! Si sono rotti la schiena innalzando Moloch al Cielo! Strade, alberi, radio, tonnellate! innalzando la città al Cielo che esiste e ci circonda! Visioni! profezie! allucinazioni! miracoli! estasi! alla deriva sul fiume americano! Sogni! adorazioni! illuminazioni! religioni! l'intero carico di coglionerie da raffinati! Sfondamenti! al di là del fiume! salti e crocifissioni! giù nella piena! Drogati! Epifanie! Disperazioni! Dieci anni di urli da bestie e suicidi! Menti! Nuovi amori! Generazione pazza! giù sulle rocce del Tempo! Vere risate sante nel fiume! Han visto tutto quanto! gli occhi stravolti! le sante grida! Hanno detto addio! Si sono buttati dal tetto! verso la solitudine! salutando! portando fiori! Giù nel fiume! nella strada! Nota: Moloch = Divinità alla quale si tributavano sacrifici umani. Ginsberg lo identifica qui con la moderna civiltà americana. Biografia di Allen Ginsberg (da Wikipedia)
Nacque a Newark, il 3 giugno 1926 (New Jersey) - Morì a New York, il 5 aprile 1997.
La poesia di Ginsberg venne fortemente influenzata dal modernismo, dal ritmo e dalle cadenze del jazz, dalla sua fede Buddista e dal suo retroterra Ebraico. Inoltre, Ginsberg formò un ponte ideale tra il movimento beat degli anni '50 e gli Hippy degli anni '60, stringendo amicizia con Jack Kerouac, Neal Cassady e Bob Dylan, tra gli altri. Il suo lavoro principale, Howl, venne considerato scandaloso all'epoca della sua pubblicazione, a causa della crudezza del linguaggio, che era spesso esplicito. Poco dopo la sua pubblicazione nel 1956, da parte del City Lights Bookstore di San Francisco, venne messo al bando per oscenità. Il bando divenne una cause célèbre tra i difensori del Primo Emendamento, e venne in seguito tolto dopo che un giudice dichiarò che il poema possedeva un aspetto di importanza sociale. Le idee politiche liberali e generalmente contro le istituzioni di Ginsberg, attrassero l'attenzione dell'FBI che lo considerava una grossa minaccia alla sicurezza. (È di qualche interesse notare che la seconda parte di Howl venne ispirata e scritta principalmente durante delle visioni indotte dal peyote.)
Tra le altre opere principali di Ginsberg troviamo Kaddish, una meditazione sulla morte di sua madre, Naomi Ginsberg (questa scritta sotto l'effetto di amfetamine), e Hadda be Playin' on a Jukebox, un poema che ruota attorno a eventi degli anni '60 e '70. Plutonian Ode è un poema contro gli armamenti nucleari.
Ginsberg fu un finalista per il Premio Pulitzer per il suo libro Cosmopolitan Greetings: Poems 1986-1992.
La diffusione della poesia di Ginsberg in Italia deve molto all'opera di divulgazione e traduzione svolta da Fernanda Pivano. 2006-11-19 Molteplicità d'uso...2006-07-28 Antichi tentativi di ermetiche schegge poetiche... "..Candidi pensieri alati come gabbiani che si tuffano nel cielo
volano alti e oltrepassano il muro del tempo e baciano bramosi il futuro
nel frattempo io aspetto
è l’unica cosa che posso fare ora mentre atterro nella realtà vera.."
"..Non riesco ad ignorare uomini che giostrano mosche
attorno al mio garofano sensibile alla luce
ad impedire alle onde di pessimismo di sovrastarlo quando le vedo volare
rifugiandomi sotto un sorriso forzato per cancellare il pensiero scolpito di pietra.."
"..Gli alberi della mia bocca vomitano foglie morte nella stagione crisi di un attimo
le rosee visioni vacillano sotto i colpi furiosi dell’istinto
e logico appare il freddo senso della vita.."
"..Sciogli i tuoi nodi e sentenzia il verde giudizio della tua mente
che palpita tra le mani dell’infanzia
e gradisci il secolo d’oro che si scaglia violente sull’argilla del tuo futuro.."
"..E se il segno deve essere sofferenza che sia sofferenza
come un piede bagnato di roccia vagheggiante stanco e cieco
tra fiori di stelle e funghi ed ansia rabbiosa
allucinante
come spavento di pupilla sui tuoi occhi di nebbia
e vento e gelida acqua
sulla tua bocca stranamente perduta
in perfetto equilibrio assurdo tra rassegnazione e croce illuminante
e pronta al sacrificio immaginario del mio agnello
lassù nel regno del verde specchio.."
"..Visioni candide di un mattino
ladro di sole e di agognato amore
tenaci nel tempo come radici di quercia
conficcate di campo nel mio fertile senno.." 2006-05-29 Cerchiamo di non morire..LENTAMENTE MUORE CHI DIVENTA SCHIAVO DELL’ABITUDINE,
RIPETENDO OGNI GIORNI GLI STESSI PERCORSI,
CHI NON CAMBIA LA MARCIA,
CHI NON RISCHIA E CAMBIA COLORE DEI VESTITI,
CHI NON PARLA CON CHI NON CONOSCE.
MUORE LENTAMENTE CHI EVITA UNA PASSIONE, CHI PREFERISCE IL NERO SU BIANCO
E I PUNTINI SULLE “i” PIUTTOSTO CHE UN INSIEME DI EMOZIONI,
PROPRIO QUELLE CHE FANNO BRILLARE GLI OCCHI,
QUELLE CHE FANNO DI UNO SBADIGLIO UN SORRISO,
QUELLE CHE FANNO BATTERE IL CUORE DAVANTI ALL’ERRORE E AI SENTIMENTI.
LENTAMENTE MUORE CHI NON CAPOVOLGE IL TAVOLO,
CHI E’ INFELICE SUL LAVORO,
CHI NON RISCHIA LA CERTEZZA PER L’INCERTEZZA PER INSEGUIRE UN SOGNO,
CHI NON SI PERMETTE ALMENO UNA VOLTA NELLA VITA DI SFUGGIRE AI CONSIGLI SENSATI.
LENTAMENTE MUORE CHI NON VIAGGIA,
CHI NON LEGGE,
CHI NON ASCOLTA LA MUSICA,
CHI NON TROVA GRAZIA IN SE STESSO.
MUORE LENTAMENTE CHI DISTRUGGE L’AMOR PROPRIO, CHI NON SI LASCIA AIUTARE,
CHI PASSA I GIORNI A LAMENTARSI DELLA PROPRIA SFORTUNA
O DELLA PIOGGIA INCESSANTE.
LENTAMENTE MUORE CHI ABBANDONA UN PROGETTO PRIMA DI INIZIARLO,
CHI NON FA DOMANDE SU ARGOMENTI CHE NON CONOSCE,
CHI NON RISPONDE QUANDO GLI CHIEDONO QUALCOSA CHE CONOSCE.
EVITIAMO LA MORTE IN PICCOLE DOSI,
RICORDANDO SEMPRE CHE ESSERE VIVO RICHIEDE UNO SFORZO DI GRAN LUNGA MAGGIORE DEL SEMPLICE FATTO DI RESPIRARE.
SOLTANTO L’ARDENTE PAZIENZA PORTERA’ AL RAGGIUNGIMENTO DI UNA SPLENDIDA FELICITA’.
Pablo Neruda 2006-03-13 Profezia Pasoliniana...essi sempre umili, essi che ebbero occhi solo per implorare,
essi che vissero come assassini sotto terra, essi che vissero come banditi in fondo al mare,
essi che vissero come pazzi in mezzo al cielo,
essi che si costruirono leggi fuori dalla legge,
essi che si adattarono a un mondo sotto il mondo,
essi che credettero in un Dio servo di Dio,
essi che cantavano ai massacri dei re,
essi che ballavano alle guerre borghesi,
essi che pregavano alle lotte operaie...
... deponendo l'onestà delle religioni contadine,
dimenticando l'onore della malavita, tradendo il candore dei popoli barbari, dietro ai loro Alì dagli occhi azzurri usciranno da sotto la terra per uccidere,
usciranno dal fondo del mare per aggredire, scenderanno dall'alto del cielo per derubare
e prima di giungere a Parigi
per insegnare la gioia di vivere, prima di giungere a Londra per insegnare ad essere liberi, prima di giungere a New York per insegnare come si e' fratelli, distruggeranno Roma e sulle sue rovine
deporranno il germe della Storia Antica.
Poi col Papa e ogni sacramento
andranno su come zingari
verso nord-ovest,
con le bandiere rosse di Trotzky al vento...
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